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11/07/2020
"Danno terminale" e "danno da agonia": occorrono 24 ore per il primo, bastano pochi istanti per il secondo


argomento: Giurisprudenza - Corte di cassazione

» visualizza: il documento (Cass. civ., sez. VI-3, ord., 9 luglio 2020 n. 14455) scarica file

PAROLE CHIAVE: danno non patrimoniale - danno terminale

di Marco Rossetti

La Corte di cassazione ribadisce il proprio orientamento ormai stabilizzato, il quale ai fini del risarcimento del danno non patrimoniale sofferto da chi, dopo essere stato ferito in conseguenza di un fatto illecito, muoia in seguito a causa delle ferite, distingue tra il danno biologico sofferto tra il ferimento e la morte (c.d. "danno terminale") e il danno non patrimoniale rappresentato dalla lucida consapevolezza di stare per morire. 

Il primo tipo di danno esige una sopravvivenza almeno di 24 ore, anche in stato di incoscienza; per il secondo può essere sufficiente una sopravvivenza anche di pochi minuti, ma a condizione che la vittima sia in grado di percepire la propria fine imminente. 



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