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Cass. 13 febbraio 2019, n. 4147

Marco Rossetti

(Sez. III) – 13 febbraio 2019, n. 4147 – Pres. Amendola, Est. Graziosi. P.M. Cardino (conf.) – Z. (avv. Prencipe) c. D. (avv. Di Paola).

(Sentenza impugnata: App. Torino 16 agosto 2016)

In tema di risarcimento del danno da circolazione stradale, l’azione concessa dal­l’art. 141 d.lgs. n. 209 del 2005 al terzo trasportato, nei confronti dell’assicuratore del vettore, postula l’accertamento della corresponsabilità di quest’ultimo, dovendosi riferire la “salvezza del caso fortuito”, di cui all’inciso iniziale della norma, non solo alle cause naturali, ma anche alla condotta umana del conducente di altro veicolo coinvolto; la relativa presunzione di legge può, tuttavia, essere superata dalla prova, a carico dell’assicuratore del vettore, della totale assenza di responsabilità del proprio assicurato, ovvero dalla dichiarazione, resa ai sensi dell’art. 141, comma 3, d.lgs. n. 209 del 2005 dall’assicuratore del responsabile civile intervenuto nel processo, a fronte della quale il giudice è tenuto ad estromettere l’ori­ginario convenuto, rivolgendosi “ex lege” la domanda risarcitoria dell’attore verso l’assicuratore intervenuto (1).

PAROLE CHIAVE: ass. obbligatoria autoveicoli - Danni a persona trasportata su veicolo a motore - ex art. 141 cod. ass. - concetto di caso fortuito - conseguenze

(1) La sentenza qui in rassegna si segnala all’attenzione del lettore in quanto, per la prima volta in sede di legittimità, affronta ex professo il tema della natura, dei presupposti e dei limiti applicativi della previsione contenuta nell’art. 141 cod. ass., che tanto aveva fatto discutere la giurisprudenza di merito.

Lo fa stabilendo tre princìpi molto semplici:

(a) l’art. 141 cod. ass. pone a carico dell’assicuratore del vettore una mera presunzione di colpa, e non un responsabilità oggettiva;

(b) tale presunzione può essere vinta dalla dimostrazione del caso fortuito;

(c) il caso fortuito può essere rappresentato anche dal fatto umano del terzo, come – ad esempio – allorché la persona trasportata su un veicolo fermo patisca danni in conseguenza di un tamponamento, o di altra manovra che non sia dovuta ad imperizia del vettore.

Restano, così, definitivamente superati tutti i complicati sofismi con cui parte della giurisprudenza di merito aveva cercato di interpretare la norma nel senso che il “caso fortuito” previsto dall’art. 141 cod. ass. quale esimente fosse una nozione diversa e più ristretta rispetto al generale concetto di “caso fortuito” (così, in giurisprudenza, Trib. Torino 11 ottobre 2007, in Danno e resp., 2008, 349; in dottrina, nello stesso senso, senza pretesa di completezza, si vedano M. HAZAN, La nuova procedura di risarcimento del terzo trasportato: luci ed ombre, in Danno e resp., 2008, 352; D. ZORZIT, Il caso fortuito e l’art. 141 del codice delle assicurazioni: verso la soluzione dell’enig­ma?ivi, 2007, 619; M. CRISCUOLO, La R.C. auto dopo la riforma delle assicurazioni, 2006, 85).

Contra, invece (e dunque nello stesso senso della sentenza qui in rassegna) A. MAIETTA, Circolazione stradale e responsabilità civile, Padova, 2007, 135-136.

 

La Corte ecc. (Omissis).

FATTI DI CAUSA

1. A seguito di sinistro stradale avvenuto il 4 maggio 2008 a Barletta, in cui si erano scontrate una Ford Fiesta – guidata da C.D.B. e di proprietà di O.D.D.B, assicurato con Piemontese S.p.A., poi Italiana Assicurazioni S.p.A. – e un veicolo Rover – guidato da G.I., di proprietà di P.I., assicurato con Zurich Assicurazioni S.p.A. (poi divenuta Zurich Insurance Public Limited Company), e sul quale erano trasportati C.L., E.R. e C.D.D. – e [continua..]

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