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Cass. 20 giugno 2019, n. 16580 (ord.)

Marco Rossetti

(Sez. III) – 20 giugno 2019, n. 16580 (ord.) – Pres. Travaglino, Est. Scarano, P.M. Cardino (conf.) – P. (avv. Ferri) c. P.

(Sentenza impugnata: App. Torino 30 settembre 2016)

Le somme che l’ente gestore di assicurazione sociale – nella specie, l’INPS – abbia liquidato al danneggiato a titolo di rendita per l’invalidità civile vanno detratte dall’ammontare dovuto, allo stesso titolo, dal responsabile civile al medesimo danneggiato, giacché quest’ultimo verrebbe altrimenti a conseguire un importo maggiore di quello cui ha diritto (1).

PAROLE CHIAVE: risarcimento del danno - rendita corrisposta ente - detrazione - necessitÓ - fondamento - fattispecie

(1) La sentenza si segnala all’attenzione del lettore perché parrebbe slargare ulteriormente l’àmbito della compensatio lucri cum damno, rispetto a quanto stabilito dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione con le note sentenze “di Santa Rita”, di cui questa Rivista ha già dato conto (Cass. civ. Sez. Un., 22 maggio 2018, nn. 12564, 12565, 12566 e 12567; la seconda di tali decisioni – le altre sono conformi – può leggersi in questa Rivista, 2018, II, 47, con nota di G. Losco).

Le quattro sentenze appena ricordate, in particolare, avevano stabilito che:

(a) il danno patrimoniale consistente nelle spese di cura rese necessarie da lesioni personali (nella specie, causate da errore medico) va liquidato previa sottrazione del valore capitalizzato della indennità di accompagnamento che la vittima abbia comunque ottenuto dall’ente pubblico, in conseguenza di quel fatto (Cass. Sez. Un., 12567/18, cit.);

(b) il danno biologico patito da un lavoratore va liquidato previa sottrazione dell’importo della rendita per l’inabilità permanente corrisposta dall’INAIL (Cass. civ., Sez. Un., 12566/18, cit.);

(c) il danno patrimoniale patito dalla vittima d’un fatto illecito va liquidato previa detrazione dell’importo da questa ricevuto dal proprio assicuratore contro i danni (Cass. civ., Sez. Un., 12565/18, cit.);

(d) il danno patrimoniale patito dalla vedova di persona deceduta per colpa altrui va liquidato senza detrarre dal redito risarcitorio il valore capitale della pensione di reversibilità accordata dall’INPS al familiare superstite in conseguenza della morte del congiunto, trattandosi di una forma di tutela previdenziale connessa ad un peculiare fondamento solidaristico e non geneticamente connotata dalla finalità di rimuovere le conseguenze prodottesi nel patrimonio del danneggiato per effetto dell’illecito del terzo (Cass. civ., Sez. Un., 12564/18, cit.).

Le Sezioni Unite non avevano dunque preso in esame la questione della detraibilità dal credito risarcitorio della “pensione di inabilità” erogata dall’INPS. Lo ha fatto, invece, la sentenza qui in rassegna, la quale ha confermato la decisione di merito che aveva detratto, dal credito risarcitorio spettante alla vittima, l’importo da questa percepito a tale titolo dall’INPS.

Si tratta tuttavia d’una decisione che sembra porre all’interprete ulteriori dubbi circa l’applicabilità in casi come quello di specie della compensatio lucri cum damno.

Si apprende infatti dalla motivazione della [continua..]

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