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In tema di risarcimento danni da circolazione di veicoli

a cura di Marco Rossetti, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione

(Sentenza impugnata: App. Firenze 8 febbraio 2019)

La Corte ecc. (Omissis).

FATTI DI CAUSA

1. M.C. convenne in giudizio innanzi al Tribunale di Pisa Zurich Insurance PLC chiedendo la condanna al risarcimento del danno nella misura di euro 330.000,00, o nell’importo (maggiore o minore) accertato. Espose in particolare parte attrice che mentre in qualità di trasportato era a bordo dell’autovettura Fiat 500, condotta da L.P. ed assicurata presso la convenuta, il conducente aveva perso il controllo dell’autovet­tura, la quale era così uscita di strada, cappottandosi e cagionando al C. gravi lesioni personali. Si costituì la parte convenuta chiedendo il rigetto della domanda e deducendo di aver corrisposto in via stragiudiziale l’importo di euro 55.219,00.

2. Il Tribunale adito, riconosciuta l’applicabilità al caso di specie dell’art. 141 cod. ass., accolse la domanda, condannando la convenuta al pagamento della somma di euro 167.776,60 a titolo di danno non patrimoniale e di euro 2.607,75 a titolo di danno patrimoniale, oltre rivalutazione ed interessi, detratto l’acconto corrisposto.

3. Avverso detta sentenza propose appello la società assicuratrice. Si costituì la parte appellata chiedendo il rigetto dell’appello.

4. Con sentenza di data 7 febbraio 2019 la Corte d’Appello di Firenze accolse l’appello, dichiarando la nullità della sentenza per violazione dell’art. 102 c.p.c. e rimettendo la causa al Tribunale. Osservò la corte territoriale che l’art. 141 cod. ass. non era applicabile in quanto presupponeva l’ipotesi dello scontro fra veicoli e che, trovando applicazione invece l’art. 144, non era stato citato in primo grado il proprietario del veicolo, con cui doveva essere identificato il “responsabile del danno” richiamato dalla norma, litisconsorte necessario.

5. Ha proposto ricorso per cassazione M.C. sulla base di due motivi. Resiste con controricorso la parte intimata. Il Collegio ha proceduto in camera di consiglio ai sensi dell’art. 23, comma 8 bis, d.I. n. 137 del 2020, convertito con I. n. 176 del 2020, in mancanza di richiesta di discussione orale, con adozione della decisione in forma di sentenza per la particolare rilevanza della questione di diritto per la quale era stata fissata la trattazione in pubblica udienza. Il Procuratore generale ha formulato le sue conclusioni motivate ritualmente comunicate alle parti.

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo si [continua..]

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