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Cass. 13 giugno 2019, n. 15870 (ord.)

Marco Rossetti

(Sez. III) – 13 giugno 2019, n. 15870 (ord.) – Pres. Travaglino, Est. Gorgoni, P.M. Mistri (conf.) – D. (avv. Wenter) c. P. (avv. Esposito).

(Sentenza impugnata: App. Trento 13 luglio 2017)

La domanda di surrogazione proposta da un assicuratore straniero contro il responsabile di un danno provocato in Italia è soggetta alla legge italiana (1).

PAROLE CHIAVE: fondamento - conseguenza - fattispecie - surrogazione assicuratore - natura titolo di acquisto

La surrogazione dell’assicuratore, compreso l’assicuratore sociale costituisce una successione a titolo particolare nel diritto di credito vantato dal danneggiato contro il terzo responsabile. Ne consegue che l’esercizio di essa è precluso all’as­sicuratore: (a) sia quando abbia pagato l’indennizzo dopo che il danneggiato era già stato risarcito dal terzo responsabile; (b) sia quando abbia indennizzato danni non causati dal terzo; (c) sia quando abbia indennizzato pregiudizi non risarcibili secondo la legge applicabile al credito risarcitorio: in tutte e tre le suddette ipotesi, infatti, non vi è alcun credito su cui l’assicuratore si possa surrogare, vuoi per non essere mai sorto (ipotesi b e c); vuoi per essere venuto meno prima del versamento dell’indennizzo assicurativo (ipotesi a) (2).

(1) Il principio costituisce puntuale applicazione dei precetti dettati dagli artt. 85 e ss. del Regolamento del Parlamento Europeo 29 aprile 2004, n. 883/2004 (“Relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale”), così come interpretati dalla Corte di Lussemburgo.

L’art. 85, comma 1, di tale Regolamento, in particolare, stabilisce che l’assi­curatore sociale il quale, in base alla legislazione del proprio Stato di appartenenza, abbia erogato prestazioni previdenziali in conseguenza di un danno risultante da fatti verificatisi in un altro Stato membro, vanta nei confronti del terzo tenuto a risarcire il danno diritti disciplinati nel modo seguente:

(a) quando l’assicuratore sociale è surrogato, in virtù della legislazione che esso applica, nei diritti che il beneficiario ha nei confronti del terzo, tale surrogazione è riconosciuta da ogni Stato membro;

(b) quando l’assicuratore sociale vanta in linea diretta un diritto nei confronti del terzo, ogni Stato membro riconosce tale diritto.

Tali previsioni sono state interpretate dalla Corte di giustizia nel senso che i diritti della vittima verso il responsabile, nei quali l’assicuratore sociale straniero può surrogarsi, nonché i presupposti dell’azione di risarcimento dinanzi ai giudici dello Stato membro sul cui territorio il danno si è verificato, sono determinati conformemente al diritto di tale Stato, e che la misura della surrogazione dell’assicuratore sociale straniero nei diritti della vittima va determinata in base alla legislazione dello Stato cui appartiene l’assicuratore sociale straniero, a condizione che l’esercizio della surrogazione prevista da tale legislazione non ecceda i diritti che la vittima abbia nei confronti dell’autore del danno, in forza del diritto dello Stato membro sul cui [continua..]

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