Assicurazioni - Rivista di diritto, economia e finanza delle assicurazioni privateISSN 0004-511X
G. Giappichelli Editore

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Massimario (di a cura di Marco Rossetti, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione)


MASSIMA(1):  Nei contratti di autotrasporto di cose per conto terzi assoggettati al sistema delle c.d. tariffe “a forcella”, di cui alla l. n. 298 del 1974, la prescrizione quinquennale ex art. 2 del d.l. n. 82/1993 (conv. con modif. dalla l. n. 162/1993) trova applicazione soltanto con riferimento ai diritti spettanti all’autotrasportatore e non, dunque, al diritto di surrogazione dell’assicuratore che ha pagato un’indennità all’as­sicurato danneggiato ex art. 1916 c.c., sottoposto al termine di prescrizione previsto dalla legge in relazione all’originaria natura del credito, trattandosi di una peculiare forma di successione nel diritto di credito dell’assicurato verso il terzo responsabile che non incide sull’identità oggettiva del credito (1). (Sez. III) – 21 settembre 2023, n. 27040 – Pres. Scarano, Est. Ambrosi, P.M. Troncone (conf.) – M. (avv. Palma) c. A. (Sentenza impugnata: App. Napoli 10 agosto 2020) (1) Che il termine di prescrizione quinquennale di cui all’art. 2 del d.l. n. 82 del 1993 (convertito con modificazioni dalla l. n. 162 del 1993), trova applicazione, in luogo di quello ordinario annuale, soltanto con riferimento ai diritti spettanti all’autotrasportatore è principio pacifico: ex multis, Cass. civ., Sez. III, 15 settembre 2021, n. 24894. La conseguenza sul piano assicurativo è che se l’assicuratore indennizza il destinatario od il mittente, surrogandosi nei suoi diritti verso il responsabile della perdita del carico, acquista un diritto che non rientra tra i “diritti dell’autotrasportatore”, e non è perciò soggetto alla prescrizione quinquennale. MASSIMA(2):  In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, nella fattispecie disciplinata dagli artt. 19 e 21 della l. n. 990/1969, il diritto del danneggiato al risarcimento nasce, per volontà di legge, limitato, con la conseguenza che il relativo limite del massimale, entro il quale è tenuta la compagnia designata, non rappresentando un mero elemento impeditivo od estintivo, ma valendo, per l’appunto, a configurare ed a delimitare normativamente il suddetto diritto, è rilevabile, anche d’ufficio, dal giudice e deve essere riferito alla tabella vigente al momento in cui il danno si è verificato (2). (Sez. III) – 11 ottobre 2023, n. 28410 (ord.) – Pres. Scarano, Est. Moscarini – G. (avv. Augeri) c. O. (Sentenza impugnata: App. Napoli 15 febbraio 2021) (2) Il principio è pacifico: in senso conforme, ex multis, si vedano Cass. civ. [ord.], Sez. VI, 17 giugno 2019, n. 16148, in Arch. circolaz., 2019, 846; Cass. civ., Sez. III, 13 dicembre 2012, n. 22893, in questa Rivista, 2013, 88; Cass. civ., Sez. III, 29 marzo 2006, n. 7247, in Arch. circolaz., 2006, 937; Cass. civ., [continua..]