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In tema di volontà di surrogarsi nel diritto al risarcimento del danno

a cura di Marco Rossetti, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione

MASSIMA(1):

La volontà di surrogarsi nel diritto al risarcimento del danno, manifestata dall’as­sicuratore sociale al solo danneggiato cui abbia corrisposto l’indennizzo, è opponibile all’assicuratore della r.c.a. che abbia successivamente versato l’intero risarcimento solo se risulti che quest’ultimo, al momento del pagamento, fosse a conoscenza dell’avvenuta surrogazione, applicandosi, in caso contrario, l’art. 1189 c.c.

MASSIMA(2):

Il silenzio dell’assicuratore sociale nel termine di quarantacinque giorni previsto dall’art. 142 cod. ass. non libera l’assicuratore della r.c.a. dall’obbligo di accantonamento ivi previsto, se quest’ultimo, al momento in cui versa il risarcimento alla vittima, abbia già appreso aliunde, in qualunque modo, della volontà dell’assicu­ratore sociale di surrogarsi al danneggiato.

MASSIMA(3):

L’assicuratore sociale che non abbia manifestato all’assicuratore della r.c.a. la volontà di surrogarsi nel diritto al risarcimento del danno del danneggiato, nel termine di quarantacinque giorni previsto dall’art. 142 cod. ass., perde il relativo diritto con riferimento ai soli danni che l’assicuratore della r.c.a. abbia risarcito alla vittima, ma non anche relativamente alle somme versate all’assistito a titolo di indennizzo di danni di cui questi non abbia chiesto né ottenuto il risarcimento (in applicazione del suddetto principio, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza impugnata che, in mancanza della comunicazione ex art. 142 cod. ass., aveva escluso il diritto di surrogazione dell’INAIL relativamente alle somme versate a titolo di indennità giornaliera ex art. 68 del d.P.R. n. 1124/1965, rilevando come tale emolumento, indennizzando il danno patrimoniale da perdita della retribuzione, non fosse riconducibile al danno biologico risarcito al danneggiato dall’assicuratore della r.c.a.).

BREVE COMMENTO:

MASSIMA(1): Il principio è un necessario corollario dell’altro principio, tante volte affermato dalla S.C., secondo cui la surrogazione dell’assicuratore (tanto privato quanto sociale) è una successione a titolo particolare nel credito vantato dal danneggiato verso il terzo responsabile (ex multis, Cass. civ. [ord.], Sez. III, 13 giugno 2019, n. 15870; Cass. civ. [ord.], Sez. VI, 18 ottobre 2019, n. 26647; Cass. civ., Sez. III, 18 settembre 2015, n. 18304).

Da ciò consegue che, se il terzo responsabile (o il suo assicuratore della r.c.a.) risarcisce la vittima d’un infortunio in itinere dopo che questa ha già [continua..]

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