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In memoria di Antonio La Torre

Marco Rossetti

Il 18 aprile 2022 è venuto a mancare il prof. Antonio La Torre, già Procuratore Generale della Corte di Cassazione, libero docente di Diritto delle assicurazioni, per oltre venti anni codirettore scientifico della rivista “Assicurazioni”.

Con lo scritto qui pubblicato la Rivista intende tributare un affettuoso omaggio alla memoria di quest’uomo di straordinaria levatura morale ed intellettuale.

1. “Mi raccomando, il Presidente ci tiene: fai la barba, metti la cravatta e usa il ‘lei’”.

Questa raccomandazione mi fu rivolta da un consigliere della Corte di Cassazione, e “il Presidente” in questione era Antonio La Torre, a quell’e­poca Presidente Aggiunto della Corte di Cassazione.

Dovevamo incontrarci, avendomi egli usato la benevolenza di cooptarmi nella redazione d’un volume collettaneo da lui diretto. Ero in magistratura da pochissimi anni, e già solo l’invito mi faceva sentire come Giandomenico Fracchia davanti a Gianni Agus. Quella raccomandazione, poi, mi suonava presaga d’una distanza abissale.

I miei timori non potevano essere più infondati. Quando mi presentarono Antonio La Torre mi trovai davanti un gentleman impeccabile. Garbatissimo, rispettosissimo, curatissimo nella persona e nell’abbigliamento. Parlava senza enfasi, ma con un eloquio così suadente che a sentirlo si restava incantati. Uscii dal suo studio catturato da quell’uomo, e mi dissi che dovevo leggere tutto quel che aveva scritto.

2. Mi resi ben presto conto che si trattava d’un vasto programma. Antonio La Torre aveva pubblicato il suo primo scritto nel 1950 (La nullità del negozio simulato), e dunque quando ci incontrammo la prima volta (1997) aveva già alle spalle mezzo secolo di produzione scientifica.

Scartato – per infingardia – un testo di 500 pagine dedicato all’imposta di ricchezza mobile pubblicato nel 1970, realizzai che Antonio La Torre aveva già pubblicato, tra l’altro, decine di scritti di diritto assicurativo, già riuniti in una raccolta di 600 pagine; una monografia sull’impresa assicurativa e una monografia sul contratto di assicurazione. Per non parlare poi di alcune centinaia di scritti dedicati a questioni diverse dal diritto assicurativo, che coprivano praticamente tutta l’area del diritto civile, con incursioni (ben riuscite) nel diritto penale, nel diritto tributario e nel diritto amministrativo: dalla simulazione al possesso, dalla locazione al divorzio, dalle dogane al processo civile.

Del resto era stato allievo di Salvatore [continua..]

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