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In tema di portabilità e riscatto anticipato della posizione previdenziale individuale

di a cura di Marco Rossetti, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione

MASSIMA(1):

Il diritto del lavoratore alla c.d. “portabilità” ed al riscatto anticipato della posizione previdenziale, in quanto avente rilievo costituzionale e comunitario, deve trovare applicazione non solo con riferimento ai fondi previdenziali basati su sistemi “a capitalizzazione”, ma anche con riferimento a quelli basati su sistemi “a ripartizione e prestazione predefinita”, sinanche se istituiti anteriormente alla legge n. 421 del 1992, a nulla rilevando che nei sistemi a ripartizione non esista un “conto individuale”.

MASSIMA(2):

Il lavoratore iscritto ad un fondo previdenziale a ripartizione e a prestazione definita ha diritto, in caso di riscatto, al versamento sia del montante, sia del rendimento da esso generato in base agli investimenti compiuti dal fondo, ma non anche alla maggior redditività che quel capitale avrebbe potuto produrre se diversamente impiegato, giacché ciò comporterebbe una inammissibile ingerenza da parte dell’iscritto nella gestione del fondo.

PROVVEDIMENTO:

La Corte ecc. (Omissis).

FATTI DI CAUSA

  1. Con sentenza non definitiva depositata il 3 settembre 2016, la Corte d’appello di Venezia, in riforma della pronuncia di primo grado, ha riconosciuto il diritto di G.A. e P.R., dipendenti della Cassa di Risparmio di Venezia fino alle dimissioni (G. il 12 febbraio 2008, P. il 4 gennaio 2008), al riscatto della posizione individuale maturata presso il fondo di previdenza per il personale della Cassa di Risparmio di Venezia, rimettendo la causa in istruttoria per la quantificazione del dovuto a mezzo consulenza tecnica d’ufficio.
  2. La fondatezza della domanda azionata dai lavoratori – portabilità e riscattabilità della posizione previdenziale individuale nei fondi a ripartizione e a prestazione definita preesistenti anche nel caso di cessazione anticipata dall’iscrizione al fondo – è stata argomentata dalla Corte territoriale facendo propria integralmente la motivazione della sentenza delle Sezioni Unite di questa Corte, 14 gennaio 2015, n. 477 e, in continuità con detto arresto e i principi in esso affermati, è stata rimarcata l’indifferente natura del fondo preesistente a fronte della imperatività delle norme di cui agli artt. 10 e 18 decreto legislativo n. 124 del 1993.
  3. In particolare, verificata la tempestività della domanda inerente al rimborso dell’intera posizione individuale maturata fin dall’iscrizione al fondo, e introdotta in giudizio fin dal primo grado, mediante l’indicazione dei criteri di calcolo utilizzati per la redazione dei [continua..]

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