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Corte Suprema di Cassazione

a cura di Marco Rossetti, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione

(Sentenza impugnata: App. Catania 18 maggio 2018)

La clausola contenuta in un contratto di assicurazione sulla vita per il caso di morte (così come nell’assicurazione contro gli infortuni mortali), con la quale vengano designati quali beneficiari del diritto all’indennizzo “gli eredi legittimi”, in mancanza di diversa volta espressa delle parti va interpretata nel senso che il diritto all’indennizzo si ripartirà in parti uguali tra gli eredi ex lege del portatore di rischio, e non secondo le regole della successione legittima (1).

Se il beneficiario dell’indennizzo dovuto in virtù di una assicurazione sulla vita premuore al portatore di rischio, il relativo diritto si devolve ex art. 1412 c.c. ai suoi eredi secondo le regole della successione ereditaria, a nulla rilevando che gli eredi del beneficiario, a loro volta, siano divenuti per rappresentazione eredi legittimi del portatore di rischio (2).

L’istituzione di un erede per testamento non costituisce, da sola e di per sé, modifica della designazione contenuta in un contratto di assicurazione sulla vita, nella quale erano indicati come beneficiario dell’indennizzo gli “eredi legittimi” (3).

(1-3) Con una sentenza bella, chiara ed esaustiva le Sezioni Unite non solo pongono fine ad un contrasto, ma affrontano e sciolgono tre diversi nodi irrisolti nel­l’assicurazione sulla vita, e cioè: a) come si ripartisca l’indennizzo; b) che accade se uno dei beneficiari premuoia al portatore di rischio; c) che accade se, dopo la designazione degli “eredi legittimi” quali beneficiari, il portatore di rischio rediga testa­mento ed istituisca eredi altre persone.

La prima delle suddette questioni in realtà non scaturiva da un contrasto tra due orientamenti contrapposti: ad essere contrapposti, infatti, erano da un lato un orientamento risalente, consolidato e pacifico, e dall’altro una sola ed isolatissima decisione.

L’orientamento prevalente riteneva che, una volta designati nella polizza quali beneficiari del diritto all’indennizzo “gli eredi legittimi”, il credito indennitario in mancanza di diverse pattuizioni contrattuali si dovesse ripartire fra questi ultimi in parti uguali, a nulla rilevando le regole sulla divisione dell’asse ereditario tra i vari coeredi.

Risalente, a tal riguardo, era l’affermazione secondo cui nell’assicurazione sulla vita per il caso di morte il beneficiario è titolare di un diritto proprio che trova la sua fonte nel contratto e che non entra a far parte del patrimonio ereditario del soggetto stipulante. Di conseguenza “la designazione dei terzi beneficiari del contratto mediante il riferimento alla categoria degli eredi legittimi o testamentari non vale ad assoggettare il rapporto alle regole della successione ereditaria, [continua..]

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