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Corte Suprema di Cassazione

a cura di Marco Rossetti, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione

(Sentenza impugnata: App. Milano 7 novembre 2017)

All’assicurazione sulla vita per il caso di morte si applicano le previsioni di cui all’art. 1412, comma 2, c.c. Pertanto, nel caso in cui il beneficiario muoia prima del portatore di rischio, il diritto all’indennizzo si trasferisce agli eredi del beneficiario, ferma restando la facoltà del contraente di revocare il beneficio (1).

(1) A leggere i fatti di causa, per come riassunti nello “svolgimento del processo” della sentenza qui in rassegna, è impossibile non pensare al celebre verso di un’altrettanto celebre canzone di Fabrizio de André, ove si parla di “tutti gli artefici del girotondo/intorno al letto d’un moribondo”.

Nella specie, infatti, si era verificata la seguente sequenza temporale: un anziano sacerdote stipula un’assicurazione sulla vita propria a beneficio della sua perpetua; il sacerdote si ammala; il sacerdote rinuncia alla facoltà di revocare il beneficio; la beneficiaria accetta la rinuncia; la beneficiaria muore; il sacerdote viene colto da ischemia; l’assicuratore riceve una dichiarazione con cui si rievoca il beneficio a favore della perpetua e si designa beneficiaria la sorella del sacerdote; l’autenticità della dichiarazione viene contestata; il sacerdote muore.

A questo punto sorge controversia fra gli eredi della perpetua premorta e la sorella del sacerdote: i primi sostenevano di avere diritto all’indennizzo jure hereditatis, ovviamente sul presupposto della falsità della revoca del beneficio; la seconda sosteneva di avere diritto all’indennizzo in quanto gli eredi della perpetua non potevano avere acquistato un diritto che, al momento della morte di quest’ultima, non era ancora entrato a far parte del suo patrimonio.

L’assicuratore ritenne di pagare l’indennizzo alla sorella del sacerdote, ed il giudice di merito gli diede ragione, affermando che se il beneficiario dell’indennizzo in virtù di un’assicurazione sulla vita muore prima del portatore di rischio, gli eredi del beneficiario non acquistano nessun diritto, giacché al momento in cui il diritto sorge (individuato nel momento della morte del portatore di rischio) il suo preteso titolare è già venuto meno.

La Corte di cassazione ha tuttavia cassato tale decisione, pervenendo alle medesime conclusioni che, 15 giorni dopo, saranno ribadite dalle Sezioni Unite con la sentenza 30 aprile 2021, n. 11421, pubblicata in questo stesso numero della Rivista. La decisione qui in rassegna si segnala tuttavia per l’accurata ricostruzione dogmatica della natura dell’indennizzo dovuto in virtù di una assicurazione sulla vita per il caso di morte; del diritto di revoca della designazione da parte del contraente; della rinuncia alla facoltà di revoca da [continua..]

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