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Corte Suprema di Cassazione

a cura di Marco Rossetti, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione

(Sentenza impugnata: App. Venezia 28 febbraio 2017)

Nel giudizio avente ad oggetto la spettanza dell’indennizzo dovuto al beneficiario in virtù di un’assicurazione contro gli infortuni mortali, la quale escluda il rischio di morte dovuta a suicidio, non è onere dell’assicuratore provare la causa della morte, ma è onere del beneficiario dimostrare che la morte del portatore di rischio è avvenuta per causa diversa dal suicidio (1).

(1) La decisione alimenta non uno, ma ben due contrasti nella giurisprudenza di legittimità.

Il primo contrasto non è nuovo, e riguarda i criteri di riparto dell’onere della prova delle circostanze di esclusione dell’indennizzabilità del sinistro.

La sentenza qui in rassegna aderisce all’orientamento più remoto, secondo cui quando l’assicuratore, convenuto per l’adempimento del contratto, alleghi l’e­sclu­sione della garanzia, tale allegazione non costituisce la proposizione di un’ecce­zio­ne in senso proprio, ma la mera contestazione della mancanza di prova del fatto costitutivo della domanda, con la conseguenza che egli non assume riguardo al­l’og­getto della copertura assicurativa alcun onere probatorio, che resta, perciò, immutato a carico dell’attore (Cass. civ. [ord.], Sez. I, 14 giugno 2018, n. 15630, in questa Rivista, 2018, 169; Cass. civ., Sez. III, 16 marzo 2012, n. 4234, ivi, 2012, 360; Cass. civ., Sez. III, 20 marzo 2006, n. 6108, in Foro it. Rep., 2006, Assicurazione (contratto), n. 169; Cass. civ., Sez. III, 10 novembre 2003, n. 16831).

Di recente, tuttavia, la S.C. si era fatta carico delle carenze di tale orientamento rispetto alla teoria generale delle eccezioni e del riparto dell’onere della relativa prova, stabilendo che nel giudizio promosso dall’assicurato nei confronti del­l’as­si­curatore ed avente ad oggetto il pagamento dell’indennizzo assicurativo è onere del­l’attore provare che il rischio avveratosi rientra nei “rischi inclusi” e, cioè, nella categoria generale dei rischi oggetto di copertura assicurativa; tuttavia, qualora il contratto contenga clausole di delimitazione del rischio indennizzabile (soggettive, oggettive, causali, spaziali, temporali), spetta all’assicuratore dimostrare il fatto impeditivo della pretesa attorea e, cioè, la sussistenza dei presupposti fattuali per l’ap­pli­cazione di dette clausole [Cass. 23 gennaio 2018, n. 1558 (ord.), in questa Rivista, 2018, 493; nello stesso senso, Cass. civ., Sez. III, 8 aprile 2020, n. 7749 (ord.)].

Vale la pena aggiungere che, con specifico riferimento all’ipotesi di sinistri causati con dolo del contraente o dell’assicurato, ex art. 1900 c.c. (ritenuto nella specie [continua..]

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