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Corte Suprema di Cassazione

a cura di Marco Rossetti, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione

(Sentenza impugnata: App. Napoli 24 ottobre 2017)

L’assicurato contro i rischi della responsabilità civile, se convenuto in giudizio dal terzo danneggiato, ha diritto alla rifusione, da parte dell’assicuratore, delle spese sostenute per contrastare la pretesa attorea, e tale diritto sussiste sia nel caso in cui la domanda di garanzia venga accolta, sia nel caso in cui resti assorbita, e può essere negato solo qualora manchi o sia inefficace la copertura assicurativa (circostanza che spetta al giudice accertare, anche incidentalmente) oppure quando le spese di resistenza sostenute dall’assicurato siano state superflue, eccessive od avventate (1).

(1) In senso conforme si veda la ormai risalente Cass. civ., Sez. III, 28 febbraio 2008, n. 5300, secondo cui nell’assicurazione per la responsabilità civile la costituzione e difesa dell’assicurato, giustificata dall’instaurazione del giudizio da parte di chi assume di aver subìto un danno, è svolta anche nell’interesse dell’assicuratore, ritualmente chiamato in causa, in quanto finalizzata all’obbiettivo ed imparziale accertamento dell’esistenza dell’obbligo di indennizzo; pertanto, anche nel caso in cui nessun danno venga riconosciuto al terzo che ha promosso l’azione, l’assicuratore è tenuto a sopportare le spese di lite dell’assicurato, nei limiti stabiliti dal 3º comma dell’art. 1917 c.c.

Secondo Cass. civ., Sez. III, ord. 13 maggio 2020, n. 8896, in questa Rivista, 2020, 277, l’assicuratore della responsabilità civile è tenuto, secondo l’impegno contrattualmente assunto o, comunque, nei limiti di cui all’art. 1917, comma 3, c.c., a rimborsare le spese di lite sostenute dall’assicurato, pur se non abbia aderito alle ragioni di quest’ultimo e senza che assuma rilevanza il fatto che la presenza in giudizio in proprio del medesimo assicurato non sia dipesa dalla posizione difensiva dell’assicurazione, ma dalle richieste del danneggiato, giacché l’obbligo di rimborso sorge oggettivamente per la sola circostanza che il detto assicurato sia stato costretto ad agire o a difendersi in una controversia che abbia causa in situazioni rientranti nella garanzia assicurativa.

Il diritto alla rifusione delle spese di resistenza da parte dell’assicurato, tuttavia, viene meno se l’assicurato abbia scelto di difendersi senza averne interesse né potendone ritrarre utilità, ovvero in mala fede, ovvero abbia sostenuto spese sconsiderate (Cass. civ., Sez. III, 19 marzo 2015, n. 5479, in questa Rivista, 2016, 171).

 

La Corte ecc. (Omissis).

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Col primo motivo il ricorrente lamenta, ai sensi dell’articolo 360, n. 3, c.p.c., la violazione degli articoli 1374 e 1917 [continua..]

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