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Corte di Giustizia UE in materia assicurazione della responsabilità civile e divieto di discriminazioni tra cittadini UE

a cura di Marco Rossetti

L’art. 18, comma 1, TFUE (il quale vieta le discriminazioni tra i cittadini del­l’Unione in base al Paese di appartenenza) deve essere interpretato nel senso che esso non è applicabile ad una clausola, prevista in un contratto di assicurazione della responsabilità civile concluso tra una compagnia assicurativa e un produttore di dispositivi medici, la quale limiti l’e­sten­sione geografica della copertura assicurativa della responsabilità civile derivante da tali dispositivi ai soli danni verificatisi nel territorio di un unico Stato membro, in quanto una situazione siffatta non rientra, allo stato attuale del diritto dell’Unio­ne, nel campo di applicazione di quest’ultimo (1).

PAROLE CHIAVE: divieto di discriminazione - divieto di discriminazione tra cittadini UE - limiti geografici alla copertura assicurativa

La Corte ecc. (Omissis).

Contesto normativo

Diritto dell’Unione

3.   I considerando 2 e 18 della direttiva 85/374/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1985, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi (GU 1985, L 210, pag. 29), sono così formulati: «considerando che solo la responsabilità del produttore, indipendente dalla sua colpa, costituisce un’adeguata soluzione del problema, specifico di un’epoca caratterizzata dal progresso tecnologico, di una giusta attribuzione dei rischi inerenti alla produzione tecnica moderna; (…) considerando che l’armonizzazione risultante dalla presente direttiva non [continua..]

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