home / Archivio / Fascicolo / In materia di polizza e assicurazione fideiussoria

indietro stampa articolo indice fascicolo leggi articolo leggi fascicolo


In materia di polizza e assicurazione fideiussoria

a cura di Marco Rossetti

Se la domanda del committente nei confronti del garante dell’appaltatore (in virtù di polizza fideiussoria) venga rigettata sul presupposto che la polizza sia valida, ma non vi sia stato alcun inadempimento da parte dell’appaltatore, l’appello del committente su quest’ultimo punto (e la proposizione di appello incidentale condizionato da parte dell’assicuratore) impedisce la formazione del giudicato sulla questione dell’efficacia della garanzia (1).

L’art. 1957 c.c. si applica anche alle garanzie prestate dall’assicuratore a favore dell’appaltatore per l’ipotesi di imperfetta esecuzione dell’opera. Ne consegue che, se il contratto di appalto si risolve per inadempimento di una delle parti, il committente che intenda avvalersi della garanzia deve provvedere al collaudo non definitivo delle opere fino a quel momento realizzate entro sei mesi dalla risoluzione del contratto, pena l’inefficacia della garanzia (2).

PAROLE CHIAVE: polizza fideiussoria - assicurazione fideiussoria - contratto di appalto

La Corte ecc. (Omissis).

FATTI DI CAUSA

1. Con atto di citazione d.d. 8 gennaio 2003 l’impresa Marinelli Costruzioni S.p.A. conveniva in giudizio la committente Comunità Comprensoriale Valle Pusteria, il suo presidente S.M., il progettista nonché direttore dei lavori W.M., il responsabile del procedimento S.D. e il collaudatore M.G., chiedendo accertarsi incidentalmente l’illegittimità della delibera di data 31 ottobre 2001 di risoluzione del contratto di appalto 1° febbraio 2000 avente ad oggetto l’esecuzione, da effettuarsi entro il termine, prolungato rispetto a quello originario, del 7 ottobre 2001, del secondo lotto dei lavori di ampliamento della discarica di rifiuti solidi urbani “Col Maladet” di Badia. L’appaltatrice deduceva che il mancato rispetto del termine di completamento dell’opera era imputabile a carenze del progetto esecutivo e al difetto di collaborazione della committente e chiedeva che, disapplicata l’illegittima deliberazione della committente, venisse pronunciata la risoluzione del contratto per inadem­pimento della Comunità Comprensioriale Valle Pusteria e la condanna di quest’ul­tima al pagamento del prezzo dell’appalto, dei danni subìti, dei maggiori corrispettivi pretesi nel corso dei lavori con esclusione di ogni detrazione. Chiedeva, inoltre, che, accertata l’illiceità penale delle condotte tenute dal presidente della committente, dal progettista e direttore dei lavori, dal responsabile del procedimento e dal collaudatore, questi venissero condannati a risarcirle i danni non patrimoniali a lei cagionati. La Comunità Comprensoriale Valle Pusteria si costituiva negando ogni addebito mossole dall’appaltatrice e chiedendo in via riconvenzionale la restituzione di un pagamento per euro 263.468,94, assumendo di averlo erroneamente duplicato. Anche tutte le altre parti convenute si costituivano chiedendo il rigetto delle domande proposte nei loro confronti dall’attrice. Terminata l’opera a cura di Alpenbau s. r.I., a cui la committente aveva appaltato il completamento dei lavori dopo la risoluzione del rapporto contrattuale con l’impresa Marinelli, veniva emesso il certificato di collaudo finale in data 1° giugno 2004, che con atto di citazione datato 16 ottobre 2004 l’impresa Marinelli impugnava, convenendo in giudizio la Comunità Comprensoriale Valle Pusteria, Alpenbau s.n.c., il progettista/di­rettore dei lavori W.M., il collaudatore M.G., nonché Aurora Assicurazioni S.p.A., la compagnia costituitasi garante del corretto adempimento dell’appalto risolto dalla committente. Sosteneva l’appaltatrice che la parte dell’opera dalla stessa eseguita fosse da intendersi come positivamente collaudata [continua..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


  • Giappichelli Social