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I problemi irrisolti dell´art. 139 cod. ass. Il danno alla persona di lieve entità

Luigi Mastroroberto

L’art. 139 cod. ass., come stabilisce il suo titolo, tratta del danno biologico “di lieve entità” derivante da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti; a differenza dell’articolo precedente, il 138, che invece indica cos’è e come va valutato e risarcito il danno “di non lieve entità”. Due norme distinte a seconda che il fatto illecito abbia causato un danno alla persona che sfocia in un pregiudizio permanente stimato in misura pari o inferiore al 9% ovvero determini postumi di entità superiore.

I problemi irrisolti determinati dall’art. 139 cod. ass. sono ancora tanti e questo articolo vuole affrontarne la storia, le criticità, i problemi irrisolti e i possibili sviluppi.

The unresolved problems of art. 139 insurance code. The minor damages to the person

Art. 139 cod. ass., as its title declares, deals with “minor” biological damage deriving from accidents resulting from the circulation of motor vehicles and boats; unlike the previous article, 138, which instead indicates what the “not minor” damage is and how it should be assessed and compensated. Two separate rules for an unlawful act that has caused damage to the person that results in permanent damage estimated to be equal to or less than 9% or that leads to consequences of a greater extent.

The unresolved problems determined by art. 139 cod. ass. there are still many and this article aims to address their history, critical issues, unresolved problems and possible developments

L’art. 139 cod. ass., come stabilisce il suo titolo, tratta del danno biologico “di lieve entità” a differenza dell’articolo precedente, il 138, che invece indica cos’è e come va valutato e risarcito il danno “di non lieve entità”.

E, a ben riflettere, abbiamo accettato quasi passivamente e come se fosse normale il fatto che il nostro ordinamento preveda, nel regolamentare il danno alla persona di natura non patrimoniale, due norme distinte a seconda che il fatto illecito abbia causato un danno alla persona che sfocia in un pregiudizio permanente stimato in misura pari o inferiore al 9% ovvero determini postumi di entità superiore. In realtà è una regolamentazione a dir poco “bizzarra”, che non ha riscontro in nessun altro Paese del mondo, meno che mai in quelli che utilizzano, come l’Italia, una valutazione percentuale del danno, da trasformare poi in denaro.

Ed allora, se si vuole cercare una risposta a quali sono i problemi irrisolti dell’art. 139 occorre risalire alle cause di questa decisione, ricordando anzitutto che il contenuto di tale articolo non è nuovo. Otto anni prima fu emanata una legge (la n. 57/2001), che per la prima volta nel nostro ordinamento stabilì cos’era il danno biologico e come andava risarcito, ma lo fece solo per i danni dall’1 al 9%, senza prevedere alcunché per quelli di entità superiore. Il motivo di questa – e mi si perdoni il termine – aberrazione normativa è che essa era parte di un provvedimento economico d’urgenza, nato perché l’anno prima l’Italia aveva avuto una fiammata dell’inflazione e l’in­flazione era stata addebitata al caro petrolio e al caro assicurazioni. Nel 2001, quando fu emanata la l. n. 57, il caro petrolio scomparve e rimase solo il caro assicurazioni e, guarda caso, il caro assicurazioni fu individuato nel costo enorme che sopportava il sistema assicurativo italiano nel risarcire i piccoli danni, in particolare il danno da “colpo di frusta”. Tanto che l’on. Giuliano Amato aveva all’epoca parlato, commentando questa disposizione, del “collo debole degli italiani”.

In realtà non è così, perché il fenomeno speculativo sul danno alla persona e, segnatamente, (poi ne vedremo i motivi tecnici) quello legato al trauma minore del collo, è diffuso un po’ dappertutto. Ad esempio nel 2012 il premier inglese Cameron si trovò di fronte allo stesso problema, ma economicamente molto più grave del nostro. Il sistema risarcitorio del danno alla persona nel Regno Unito non è basato sulla valutazione medico-legale e non prevede neanche la verifica da parte [continua..]

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