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Cass. 23 maggio 2019, n. 14107 (ord.)

Marco Rossetti, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione

(Sez. II) – 23 maggio 2019, n. 14107 (ord.) – Pres. San Giorgio, Est. Scarpa, P.M. Matera (conf.) – B. (avv. Calcaterra) c.D. (avv. Ciliberti).

(Sentenza impugnata: App. Milano8 luglio 2014)

Ass. responsabilità civile – Obbligo dell’assicuratore di pagare il legale del­l’assicurato – Patto di gestione della lite – Natura – Effetti.

In presenza di un patto di gestione della lite connesso ad una assicurazione della responsabilità civile, vanno distinti il rapporto di patrocinio, in virtù del quale l’avv. è tenuto a svolgere le difese dell’assicurato, dal contratto di prestazione d’o­pera, che il medesimo avv. stipula direttamente con l’assicuratore. La duplicità di tali rapporti fa sì che l’obbligo di remunerare l’avv. grava pur sempre sull’as­sicuratore, a nulla rilevando che il mandato alle liti sia stato materialmente sottoscritto dall’assicurato (1).

(1) Il principio costituisce corollario di altri e più risalenti princìpi, da tempo consolidati nella giurisprudenza di legittimità.

Il patto di gestione della lite, solitamente accessorio ad una polizza di assicurazione della responsabilità civile, costituisce un mandato (anche) in rem propria conferito dall’assicurato all’assicuratore (altri preferisce parlare di negozio misto, cui concorre la causa del mandato: così Cass. civ., Sez. III, 27 aprile 1973, n. 1149, inedita; Cass. civ., Sez. III, 22 novembre 1974, n. 3790), in virtù del quale que­st’ultimo acquista il potere di trattare col danneggiato, transigere la lite con lui, a­dempiere direttamente nelle sue mani (così già Cass. civ., Sez. III, 18 maggio 1963, n. 1281, in questa Rivista, 1964, II, 2, 7; Cass. civ., Sez. III, 8 settembre 1970, n. 1332, ivi, 1971, II, 2, 232).Il patto di gestione della lite è per sua natura irrevocabile, talché la revoca rimane senza effetto, salvo il ricorso di una giusta causa da provarsi dal mandante (così già Cass. civ., Sez. III, 22 ottobre 1963, n. 2817, in questa Rivista, 1963, II, 2, 178).Da ciò discende che l’assicuratore ha il diritto di pretendere dall’assicurato il conferimento di un mandato ad lites nei confronti di legale scelto dall’assicuratore stesso, nonché il dovere dell’assicurato di conferire tale mandato. L’inadempimento dell’assicurato a detto obbligo, con il conseguente esonero dell’assicuratore dal rimborso delle spese di difesa, tuttavia, non può ravvisarsi nella semplice circostanza che il primo abbia nominato un proprio difensore (nella specie, in via d’urgenza, a seguito di instaurarsi di procedimento penale), occorrendo indagare sul comportamento dell’assicuratore successivo alla comunicazione di tale nomina (nella specie, consistente nell’aver affiancato un proprio legale al difensore nominato dall’assicurato), al fine di stabilire se l’assicuratore medesimo abbia inteso far valere il patto di gestione della lite, ovvero preferito ratificare la nomina effettuata dall’assicurato, o comunque rinunciare ai diritti derivantigli dal patto. Quando si verifichino queste ultime ipotesi, l’assicuratore non può esimersi dall’O­nere delle spese di difesa, secondo i criteri dettati dall’art. 1917, comma 3, c.c. ciò anche in caso di contraria clausola di polizza, stante l’invalidità della medesima, ai sensi dell’art. 1932 c.c., ove pregiudichi i diritti riconosciuti all’assicurato dal citato terzo comma dell’art. 1917 c.c.(Cass. civ., Sez. I, 17 novembre 1976, n. 4276, in Giur. it., 1978, I, 1, 1978, I, 1, 620).Si ricordi [continua..]

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