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Cass. 4 maggio 2018, n. 10602 (ord.)

Marco Rossetti, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione

(Sez. 3) – 4 maggio 2018, n. 10602 (ord.) –  Pres. Vivaldi, Est. D’Ovidio, P.M. Troncone (conf.) – B. (avv. Eordegh) c. Z. (avv. Pieri Nerli).

(Sentenza impugnata: App. Milano 24 febbraio 2016)

Ass. contro le malattie – Natura indennitaria – Pluralità di polizze assicurative contro la malattia professionale stipulate con la medesima compagnia – Cumulo degli indennizzi – Esclusione – Determinazione dell’indennizzo – Criteri.

L’assicurazione contro l’invalidità permanente da malattia – al pari di quella per l’infortunio non mortale, dalla quale si differenzia solo perché il danno alla persona deriva da un processo morboso “interno” alla stessa e non da un fattore causale “esterno” ad essa – rientra nell’ambito dell’assicurazione contro i danni, che non è solo assicurazione di cose o patrimoni, ma si caratterizza anche come assicurazione di persone, e, pertanto, ricade nell’ambito di applicazione del principio indennitario, in virtù del quale l’indennizzo non può mai eccedere il danno effettivamente patito. (In applicazione di tale principio la S.C., con riferimento ad un caso in cui erano state stipulate due polizze contro l’invalidità permanente da malattia, prive di collegamento negoziale o di previsioni specifiche sulla loro cumulabilità, ha confermato la decisione impugnata che aveva ritenuto trattarsi di due assicurazioni relative al medesimo rischio ma con diversa quantificazione predeterminata del danno, sicché, in forza del principio indennitario, l’importo complessivamente liquidabile non poteva quantificarsi in misura pari alla sommatoria degli importi assicurati con le due polizze, ma doveva necessariamente corrispondere al danno effettivo, da individuarsi nella misura predeterminata dalla polizza che assicurava l’importo maggiore)(1).

(1) La sentenza si segnala per la novità e l’importanza di vari princìpi in essa affermati, e cioè:

a) che l’assicurazione contro le malattie professionale rientra nel genus dell’as­sicurazione danni;

b) che nel caso di plurime assicurazioni per il medesimo rischio “malattia”, è dovuto solo l’indennizzo previsto dalla polizza di maggior valore, salvo patto contrario.

La prima affermazione costituisce applicazione dei princìpi già stabiliti da Cass. civ., Sez. Un., 10 aprile 2002, n. 5119, in questa Rivista, 2002, II, 2, 105, nella quale si affermò che tutte le assicurazioni si dividono in assicurazioni contro i danni ed assicurazioni della vita, senza la possibilità di concepite tertia genera; e che di conseguenza quel che non rientra nell’una categoria, rientra nell’altra. E poiché nel­l’assicurazione vita rientrano solo le assicurazioni in cui il pagamento dell’inden­nizzo dipende dalla morte o dalla sopravvivenza, era inevitabile nel caso di specie concludere – a men di non rimettere in discussione l’arresto delle Sezioni Unite – che l’assicurazione contro il rischio di malattia rientra nel genus dell’assicurazione contro i danni, ed è di conseguenza soggetta al principio indennitario. La seconda affermazione è una novità, ma costituisce anch’essa sviluppo dei princìpi affermati da Cass. n. 5119/2002. cit. La Corte, infatti, nella sentenza qui in rassegna, ha espressamente assimilato la polizza malattia ad una polizza stimata, ai sensi dell’art. 1908 c.c., con la conseguenza che il valore della “cosa” assicurata deve ritenersi pari a quello indicato dalle parti. Pertanto, se l’assicurato stipula più polizze a copertura del medesimo rischio, il valore convenzionale non può che essere quello più elevato: salva, in questo caso, la possibilità per le parti di precisare che quel valore deve considerarsi una stima non integrale, e che quindi la parte di danno non coperta da quella polizza potrà essere coperta da altre e diverse polizze.

 

La Corte ecc. (Omissis).

FATTI DI CAUSA

Nell’anno 2011 G.A. e la GDP Prepress s.r.l. citavano dinanzi al Tribunaledi Milano la Zurich Insurance Public Limited Company - Compagnia di Assicurazioni per sentirla condannare al pagamento dell’importo di  euro 300.000,00, costituente la somma assicurata, per il rischio invalidità permanente da malattia, con una polizza (n. 109H8781) sottoscritta [continua..]

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